Irva Llanaj | Social Media Manager

by 11/10/2021

Irva Llanaj - Social-Media

Siamo tornati in compagnia di Irva Llanaj, Social Media Manager da sempre appassionata di Social e comunicazione. Prima usava i Social come mezzo di espressione, adesso gestisce gli account dei suoi clienti.

Raccontaci come sei arrivata fino a qui!

Cosa ti ha spinto ad intraprendere questo percorso?

Da sempre sono stata affascinata di comunicazione. Non tutti sanno comunicare e non tutti sono consci di ciò che comunicano e tutto questo si ripercuote nella vita di tutti i giorni. Comunicazione è consapevolezza, intento e capacità di ottenimento.

I social? Solo un canale di veicolazione.

Eri già un’appassionata di Social prima di iniziare la tua carriera?

Sono cresciuta utilizzando i social come mezzo di espressione e di intrattenimento come tutti quelli della mia generazione.

Spesso mi chiedo come facevamo prima senza???

I social sono per me fonte di ricerca, di ispirazione, di scoperta e passarci gran parte del mio tempo per lavoro mi stimola sempre ad avere idee, progetti e ambizioni nuove.

Cosa deve saper far di preciso un Social Media Manager (SMM)?

Dipende dal livello professionale.

Agli inizi di carriera un Social Media Manager deve avere un know how e sapersi muovere in tutti i campi: dal marketing, al digital marketing, alla grafica, al copywriting, al content creation (quindi saper usare la macchina fotografica per fare delle buone foto).

Man mano che si acquisisce esperienza e arrivano clienti più importanti il SMM diventa quasi un direttore creativo. Deve sviluppre progetti e intorno a essi creare e coordinare un team di professionisti in base alle esigenze di lavoro (fotografo professionista, grafico, copywriter di settore, marketer ads), tutto ciò in base al tipo di lavoro e di cliente.

Nel corso degli anni quanto è cambiato il ruolo di Social Media Manager?

Meno persone improvvisate e più esperti. Fare il social media manager richiede studio e preparazione oltre ad una naturale propensione.

Non basta saper fare delle belle foto, deve esserci un piano di comunicazione strutturato alla base. Viceversa non basta essere bravi a comunicare, bisogna avere il giusto appeal grafico e creativo. Tante agenzie di comunicazione non riescono a interpretare i gusti e i trend presenti sui social risultando noiosi e poco accattivanti.

Strutturare un business plan con una crescita data driven e prefissare obiettivi concreti e misurabili sono la base di ogni bravo SMM.

E’ diventato un lavoro più accettato rispetto agli anni passati?

Ho amici fotografi che fanno servizi fotografici spaziali ma poi vengono veicolati sui social in maniera disastrosa perché i clienti non hanno idea di come si comunica o come ci si interfaccia sui social e si affidano al loro intuito anziché ad un professionista qualificato.

Anche se oggi è diventata una figura professionale richiestissima (in parte il Covid ha accelerato il trend) tante aziende non hanno ancora chiaro l’importanza di stanziare budget annuali dedicati al marketing e alla comunicazione per una pianificazione strategica e mirata a lungo termine.

Molte altre ne capiscono l’importanza e il valore ma hanno bisogno di essere guidati e informati. Il fashion di cui io mi occupo principalmente è al momento uno dei settori maggiormente presenti e attivi sui social ma sto notando con molto piacere che si sta iniziando a spaziare in tutti i campi.

Quanto tempo dedichi a creare i contenuti per i tuoi clienti?

Gestisco i miei clienti su piani editoriali mensili per avere ben chiaro quello che vogliamo comunicare, lo stile, il copy, le collaborazioni ecc…

Solitamente la mattina tendo a sbrigare le pratiche che richiedono più concentrazione e precisione, (call, email, incontri, programmazioni, studio, analisi) la sera è il momento in cui mi sento più creativa e ispirata mi dedico più alla ricerca, ideazione, produzione copy, strategia.

C’è qualche tendenza in questo settore che prenderà piede da qui ai prossimi anni?

Contenuti più interattivi e dinamici per una nuova costumer experience, i social daranno sempre più rilievo ai formati video perché creano uno storytelling più empatico e coinvolgente. La sfida per brand e personal brand è e sarà riuscire a mettersi sempre più in gioco con la creatività rispettando il proprio tone of voice.

Vi ringraziamo per averci fatto compagnia e ci leggiamo alla prossima intervista!

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